Il maestro degli incubi elettronici.
Quando ci si pone una domanda, è facile perdersi in mille parole e concetti, eppure sarebbe così semplice e infinitamente più efficace darsi delle risposte non verbali.
Ad esempio, perché i Front Line Assembly sono così importanti nella scena electro? Seminali, innovatori, visionari… davvero, è facile lasciarsi prendere la mano, ma mancherebbe sempre qualcosa. Ecco allora che a venirci in aiuto è lo stesso Bill Leeb – che della leggendaria formazione canadese è il mastermind – con il suo primo album solista, e tutto diventa subito più chiaro.
Muted Obsessions, la strombazzata collaborazione con gli Actors, è già di per sé un piccolo gioiello da tramandare ai posteri, ma è quando il nostro sta per conto suo a rovistare nelle cellule cerebrali che escono le vere gemme, e non ce n'è per nessuno.
Demons dà fuoco al concetto di pilota automatico e si sviluppa satolla di bit tra quadrature ballabili e melodie orecchiabili, su un incedere claustrofobico e marziale che toglie il fiato. Il tutto, apparentemente, senza il minimo sforzo. Dentro ci trovate tutta l'electro industrial degli ultimi trent'anni, ma filtrata da chi ha contribuito in prima persona a plasmare – per poi espandere – il genere. Mica cosette da poco.
Ma le parole, a volte, non bastano: schiacciare PLAY e alzare il volume è l'unica risposta sensata.