Abbiate timore, la fantascienza non è poi così tanto lontana da ciò che stiamo vivendo.
Mi capita di ringraziare il cielo, talvolta. Soprattutto quando penso agli Alice in Chains, migliore amica (musicale) della mia vita, fenice tanto splendente quanto sfortunatamente martoriata.
Ringrazio il cielo quando penso al fatto che dalle poche ceneri rimaste accese – sì, la band è ancora attiva, eppure sappiamo bene tutti che cosa (e soprattutto chi) manca – brilla ancora vividamente quel fiore nero dalla corolla lucente chiamato Jerry Cantrell, uscito rinvigorito dal rituale di purificazione e rinascita di Brighten (2021), un album fortemente introspettivo, un tuffo alle radici della vita del musicista di Tacoma, uno scrigno di confessione e conversione, dal dolore alla consapevolezza, dalla perdita alla ricchezza interiore acquisita.
Insomma, uno step indispensabile e stilisticamente ben diverso da tutto quello che è stato prima e che verrà in futuro. Vilified, nuovo singolo a distanza di tre anni, ci riconsegna, difatti, un Jerry Cantrell molto più affine alle sonorità metal-oriented di Degradation Trip e decisamente più distante dall'infuso country/folk-rock di Brighten, appunto.
Les Paul a tracolla, un riffone acido che scava la strada a un teatro di timore che ripesca dalle atmosfere di The Devil Put Dinosaurs Here: groove alt-metal quando Jerry maneggia le strofe, bordate di distorsione post-grunge quando allarga i vocalizzi, supportati in background dalle vocals del fido Greg Puciato, già parte del live act del chitarrista.
Un horror iperrealistico, in ammollo nella melma di un presente che vede la tecnologia ingigantirsi sempre di più, pronta a inghiottirci, rimpiazzando battiti e sentimenti con un'inquietante asfissia robotica. Un ritorno a sonorità dure, a quei paesaggi plumbei che riconosciamo istantaneamente.