Ecco come si inizia una nuova avventura con il piede giusto.
Quando Geordie Greep in una diretta Instagram, rispondendo alla domanda su un nuovo album dei Black Midi, ha risposto che la band era finita e e si scioglievano a tempo indeterminato, la reazione era stato di sconcerto. D'altra parte i Black Midi, insieme ai loro amici Black Country, New Road, rappresentavano indubbiamente una tra le band che maggiormente esprimevano grandi potenzialità e sembravano poter avere un grande futuro.
La loro fine ha aperto comunque la strada alle carriere da solisti. Per esempio bassista e cantante Cameron Picton ha immediatamente annunciato di stare lavorando al suo album, ma a quanto pare è stato battuto sul tempo da Geordie che esce con questo Holy, Holy, una vera bomba sonora che va a esplorare terreni diversi: dal noise-rock, al prog-punk, fino al math rock, avventurandosi in un sound complesso ma pieno di spunti diversi. Un festival sonoro ricco di strumentazioni, una sezione ritmica frenetica e nervosa che dà la sensazione di una scrittura tra world music, jazz e funky con un tocco inquietante reso ancora più intenso dalle liriche e dal video che lo accompagna.
Il testo traccia una storia che lentamente diventa sempre più squallida mostrando la figura di un uomo che nel narrare il suo grande successo con il genere femminile si rivela, man mano che la canzone va avanti, falso, viscido ed estremamente solo e insicuro, accompagnato da un video che lo mostra mentre beve, balla e infila uno strike dopo l’altro.
Geordie Greep, con questa nuova uscita, finisce con il farci venire l’acquolina in bocca preannunciando un album nel quale la sperimentazione e la presenza di molti musicisti sarà sicuramente capace di regalarci un sound non banale e per certo stimolante.