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Bryan Ferry (feat. Amelia Barratt): Star
Androidi o pecore elettriche?
| Lo leggi in 1 minuti

Cose che voi umani…

Una demo che Atticus Ross e Trent Reznor spediscono a Bryan Ferry, il quale coinvolge e porta in primo piano, con merito, la cantante Amelia Barratt, artista che aveva aiutato qualche anno prima lasciandole registrare un audiolibro nel suo studio.

D’un tratto succede la magia. Un groove oscuro e sottile, beat grassi, due voci che come serpenti si incrociano e strisciano sopra un tappeto di suono, mantenendo un’austera presenza. Sospiri che si fanno parola, una conversazione che parte, un volo. Le sagome dei palazzi sopra al viso di Amelia ben dipingono un ambiente urbano, notturno e piovoso, che sembra preso paro paro da Blade Runner, con un romanticismo che in qualche modo trova un pertugio in questa ritmica danza in cui lei si prende definitivamente la scena.

Il brano farà parte di una retrospettiva in cinque dischi dell’ex Roxy Music, ma fidatevi: se il quartetto dovesse prima o poi ragionare in termini di produzioni più ampie, un album di questa caratura potrebbe essere realmente la bomba dell’anno.

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