Quando l’Apocalisse genera nuovi inizi.
L'empatia non è qualcosa di innato, connettersi con la fragilità dell'altro e sentirne il peso è frutto di un esercizio di umanità che si acquisisce con il tempo e a patto di scardinare la propria inclinazione. Forse sembrerà scorretto a dirsi, ma è del tutto spontaneo provare sollievo per se stessi nell'osservare dalla terraferma il naufragio di quanti si trovano in acque tempestose. Invertire però il senso di questa dinamica ha un profondo significato etico e politico.
No More Apocalypse Father è il singolo che anticipa l'uscita sotto l'egida della label Constellation di un nuovo progetto intitolato WE ARE WINTER’S BLUE AND RADIANT CHILDREN (tutto in caps lock) la cui spinta concettuale è riconducibile a Efrim Menuck (GY!BE, Thee Silver Mt. Zion) e Matt Ball (Big Brave) a cui si sono uniti Jonathan Downs e Patch One (Ada). Nello spiegare la traiettoria a cui si è ispirata la scrittura dell'intero album, lo stesso Menuck ha fatto riferimento a una sorta di empatia universale e a cosa significhi entrare in una casa calda quando fuori è inverno, come se si guardasse la desolazione però da un luogo sicuro. La potenza e le suggestioni di No More Apocalypse Father rovesciano la lettura dell'empatia rendendola strumento di solidarietà e comprensione del mondo, in una sorta di meccanismo da cui si sprigiona una forza in grado di invertire la rotta dell'orrore che avvolge ogni cosa.
Il cuore della traccia omonima è un drumming marziale che si insinua nelle fitte nebbie di un fuzz materico e destrutturante delle chitarre su cui si staglia una voce oracolare. Il sound è chiaramente di impronta Constellation, così come la derivazione ideologica dell'assetto immaginifico risale ai Godspeed You! Black Emperor per la modalità di maneggiare l'antimateria dell'Apocalisse rendendola poesia dell'esistenza. Risuona per tutto il tempo una sorta di messaggio incessante: ogni rinascita, che lo si accetti o meno, si genera sempre e soltanto dalla propria fine.
we are winter's blue and radiant children we are winter’s blue and radiant children