Vecchie polaroid dal giardino del sesso di Miranda.
Il ritorno sui palchi delle Miranda Sex Garden è stata una delle notizie più entusiasmanti e – diciamocelo – inaspettate degli ultimi due anni. Sia chiaro, nessun mega tour celebrativo o cose simili, solo una manciata di date sparse perlopiù nel Regno Unito (con un paio di rapide puntatine nel vecchio continente), che hanno però riacceso l'interesse verso una delle band più originali del movimento oscuro (anche se è estremamente riduttivo catalogarle così) degli anni '90.
I più attenti le ricorderanno per essere stati di supporto al Devotional Tour dei Depeche Mode e per il loro capolavoro (minore, ma indiscusso) Fairytales of Slavery, ma la loro carriera non è mai stata avara di ottima musica.
In concomitanza con i concerti di quest'anno, le Nostre hanno aperto i cassetti della memoria e ripescato un brano dimenticato e mai pubblicato ufficialmente, Velventine, che è stato per l'occasione registrato come si deve in studio dalla lineup attuale. Se da una parte l'effetto "salto indietro nel tempo" è innegabile, dall'altra stupisce quanto le composizioni della band siano sempre state uniche e staccate da ogni riferimento temporale, tanto che questo brano "vecchio" suona nuovo e attuale tanto quanto (e più di) molte altre uscite del genere.
Che questo sia il nuovo inizio di un percorso artistico che porterà a nuovo materiale è tutto da vedere, ma per oggi tanto può bastare: la bellezza intrinseca del mantra ipnotico di Velventine è tale per cui farsi troppe menate è inutile: per una volta, godiamoci il momento per quello che è.