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Michael Kiwanuka: Floating Parade
Memorabili tramonti
| Lo leggi in 1 minuti

La forza dei propri limiti.

Abbiamo bisogno di Michael Kiwanuka, della sua musica, della sua voce, della sua sensibilità. Abbiamo bisogno del suo timbro intenso ed emozionante, abbiamo bisogno di un artista che sa modellare materia grezza trasformandola in una pietra preziosa.

«Non possiamo essere più forti della vita stessa» dice nella prima strofa di Floating Parade, in un’ammissione di umana fragilità carica di significati. Conoscere i propri limiti, del resto, è un passaggio obbligato per invertire la rotta e cambiare direzione. In questo senso, Floating Parade fa riferimento al potere della mente umana di tirarsi fuori da una situazione non più sostenibile e cercare conforto altrove. Un andamento ondulatorio che viene sostenuto dalla concretezza dei bassi e dalla forza spirituale degli archi e dei cori, come a sottolineare la necessità di un percorso che per essere completo deve attraversare la testa e il cuore, come fossero la terra e il cielo.

Michael Kiwanuka vola sempre molto alto perché ci fa sentire quello che c’è dentro e dietro le note: forse per questo continuiamo ad avere così bisogno di lui.

michael kiwanuka 

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