Il death metal di cui abbiamo bisogno. Per ricordarci che dobbiamo morire!
Nonostante il death metal sia ormai marcito in un congelatore senza spina, contenente lombate di luoghi comuni, costine stereotipe e macinato sonoro revisionistico, c'è ancora una piccola schiera di gruppi capaci di esprimere il sentimento oltre la povera carne in pasto ai vermi, vale a dire la vera filosofia, l'estetica carnivora del genere, senza guardare indietro o di lato. Gli Ulcerate sono tra questi esemplari in via d'estinzione.
To See Death Just Once non è semplicemente un brano death metal ma un tugurio di immondizia nucleare che ancora speriamo sia la nostra gola e da cui ci ostiniamo a chiedere ossigeno. Le chitarre, la batteria e il growling di Paul Kelland polverizzano il brano nel mentre avanza lungo i suoi otto minuti. Le note sembrano insetti disperati che si arrampicano su un muro decrepito, inseguiti dalle fiamme di un inspiegabile incendio. Ciò che la voce lascia in coda al brano è l'eco di un crollo costante e irrefrenabile.
Il metal degli Ulcerate riesce a congelare in lunghe composizioni, l'oro nero che gli incubi ci lasciano sulle dita al risveglio. Ne nascono dei manufatti deformi, pazzeschi che ci attendono ai piedi del letto. Raccontano la distruzione di un mondo di ombre, che svanisce e riappare alle nostre spalle. In fondo la vita è morire, ogni secondo, ogni battuta singola di un pazzesco pezzo in blast beat è un respiro in meno per noi e un passo avanti per la Nera Signora.