New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Pallbearer: Endless Place
Portatori di benessere funereo

Un’infinita atmosfera del doom.

Se il cosiddetto post-metal (nella sua macro-accezione) ha vissuto, nell’ultima decade, un’epoca degna di nota, è sicuramente anche grazie a gruppi come i Pallbearer. Il loro doom atmosferico, cupo e romantico, melodico e dilatato, psichedelico e opprimente ha da sempre deliziato i palati dei fedelissimi al verbo Neurosis: i Pallbearer sono stati capaci, infatti, di offrire album che possono ben stagliarsi fieri nell’Olimpo del genere (sul quale mi piace citare, su tutti, Foundations of Burden).

A conti fatti, si può ben considerare il nuovo Mind Burns Alive all’interno di questo contesto. Uno dei suoi meriti, infatti, è stato quello di essere capace di inserirvisi, solidificando la propria proposta nel solito doom atmosferico post-metallizzato, ma ampliandola e rendendola “al passo con i tempi”. Niente innovazioni speciali, però, niente eccessivi tripudi sperimentali, solo una vena ancora più melodica, quasi mite, talvolta poppeggiante in alcuni chorus, che risulta statuaria nella sua dimostrazione di maturità, cuore ed efficacia.

Emblema di questa facciata è senza dubbio la monolitica Endless Place, momento centrale del disco, che riesce a innestare sul finale perfino un mega solo di sax, a opera di Norman Williamson, riempito di delay e chorus da cattedrale gotica, integrato con i rintocchi doom delle chitarre rallentate e della trascinante melodia “romanticotta”, marchio di fabbrica degli americani, qui nelle sue migliori manifestazioni (massì, anche di mestiere).

Endless Place inizia in modo tale da ricordare immediatamente Sorrow and Extinction, così come le gentili e pesanti sortite del recentemente riesumato mezzo capolavoro degli Warning Watching from a Distance (ristampato in vinile): una gentile intro acustica, che viene spazzata via da una calda ondata di overdrive e dalle lyrics da Bibbia dell’emo.

Già, dopo un intenso processo di registrazione, i Pallbearer hanno prodotto un album che è più maturo di qualsiasi cosa sia venuta prima, infinitamente più esposto nella sua fragilità, e anche soddisfacentemente pesante, per appagare un po’ tutti.

Pallbearer 

↦ Leggi anche:
Traccia: Pallbearer: Dropout

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!