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Demon Spell: Evil Nights
Essere o non essere?

Quando il sonno della ragione genera zombie.

Il metal ha una radice che non ha subito tutte quelle mutazioni genetiche da cui nel tempo sono scaturiti rivoli di sottogeneri. Parliamo di una genesi che prende le mosse da un oscuro sostrato Black Sabbath fino ad arrivare ai Blue Cheer e ai Venom sul versante di una esasperazione delle tematiche. In questo senso i Demon Spell (Dario Casabona, Francesco Bauso, Federico Fano e Riccardo Liberti) si muovono negli anfratti del buio delle coscienze, in cui incubi orrorifici disturbano il sonno rendendo la notte una dimensione irrazionale perfetta per essere popolata da creature poco rassicuranti.

Evil Nights è il singolo anticipatore di un mini album che vedrà la luce (sigh!) il 26 luglio per i tipi della Dying Victims Production. La traccia si muove su un riff tipicamente Eighties di Francesco (chitarrista e fondatore degli Haunted), la voce riverberata di Federico ricorda il primo Ozzy quanto King Diamond, mentre la produzione è attenta nel mantenere una generale impostazione vintage. Esemplare è la sezione ritmica con il basso di Riccardo e il drumming di Dario (già batterista negli storici Schizo) con un uso strategico delle rullate e sporadiche incursioni telluriche in doppia cassa.

La violenza è volutamente caricaturale nell’attingere da un campionario splatter, con tanto di tombe scoperchiate, morti senza requie dai corpi scarnificati e vermi che sbucano dalle cavità orbitarie di teschi dissotterrati. Controparte visiva del progetto è il video montato con frame tratti dal film La maschera del demonio di Mario Bava del 1960. In fondo si tratta del recupero di una dimensione andata perduta, forse ingenuamente adolescenziale nel ricercare una propria identità e appartenenza, a costo di dragare le acque torbide di un occulto che, oggi più che mai, vorremmo facesse ancora paura.

Demon Spell 

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