Sogni e suggestioni fuori dal tempo.
Dopo trent'anni di musica, cambi di formazione, polemiche e inutile chiacchiericcio dei detrattori di turno, la Camerata Mediolanense torna tra noi con un album che nuovamente la vede protagonista nella scena "altra". La sua commistione di musica da camera (indignati da salotto e pettegoli da bar, capite ora il senso del moniker?), industrial marziale e suggestioni folk continua ad ammaliare per esecuzione e fantasia compositiva, regalando all'ascoltatore un piacere unico.
La scissione dalla storica cantante Daniela Bedeski avrebbe fatto traballare la maggior parte degli artisti del genere, ma non i meneghini: con un colpo da maestro, Manuel Aroldi, Marco Colombo, Trevor (Northgate) ed Elena Previdi hanno ulteriormente valorizzato il contributo di Désirée Corapi, Carmen D’Onofrio e Chiara Rolando, tre voci splendide che con i loro intrecci e armonizzazioni donano nuova linfa vitale alle sempre splendide composizioni di Elena.
Ne è un fulgido esempio Embryo Ventosa, scelta come primo singolo, dove la musica della Camerata si eleva, schizzando letteralmente fuori da ogni connotazione stilistica o temporale, abbracciando il suono primordiale dell'uomo per portarlo al cospetto dell'ascoltatore più attento.
Oggi come ieri, non è musica per tutti. Ma per coloro che possiedono una certa sensibilità è impossibile non farsi ammaliare dalle melodie senza tempo che permeano il brano e per esteso tutto il (bellissimo) Atalanta Fugiens, di cui si consiglia la versione estesa su doppio CD per un'esperienza completa.