Vietato sottovalutare questo signore mascherato.
Una scheggia mascherata in un prato fiorito, Verboten è un'ipotesi trap svizzera-tedesca che sembra salire su un carrozzone sfasciato insieme a Pufuleti e pochissimi altri, additati dai più e portati su un palmo di mano da chi riesce ad andare oltre il primo sguardo abbandonandosi al ritmo puro.
Bassi grassissimi, linee di synth che riescono a trapanarci la testa e la forza della disperazione nella voce di Wolke8, che alterna rime lardose, gemiti bagnati di lacrime e urla disperate e ammonitrici. «Das ist verboten»: "questo è vietato", ci intima infatti il losco figuro, ma qualcosa non torna. È solo in un bosco, elemento bizzarro fra alberi e cani, forse ciò che teme è a malapena scoprire chi si nasconde dietro a quel passamontagna colorato, il giusto anello mancante fra Ninja dei Die Antwoord e Mezzosangue.
Non so come spiegarlo, ma forzare i limiti, sfuggire alle regole, cercare quel passo oltre è ciò che potrebbe spingerci verso questo segreto nascosto, per capire se possa reagire con altre rime oppure a mazzate e latrati. Nel frattempo un secondo brano, Daki, ci sta svelando un altro lato della personalità di questo misterioso tizio che potrà – grazie al suo danzare sui limiti fra maschera e attore, rapper e pantomima – conquistare più di uno di noi, ricordatevelo.