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VetoCode: Morphine
Una band al muro

VetoCode
Morphine

| Lo leggi in 1 minuti

Infilarsi nella più classica delle storie rock.

Giovanissimi, irlandesi, un paio di loro stavano nei Kovanta, scheggia che mi aveva colpito lo scorso anno con un’EP fenomenale.

Siamo dalle parti di un rock con una grana grossa e una voce calda, una buona idea melodica lanciata verso il buio e la capacità di farla correre, in questa Morphine. Uno di quei brani che, ascoltati tre o quattro volte di fila ti danno l’impressione di incastonarsi nella tua testa, con quell’alternanza di voce rauca e melodica che potrebbe essere la base dalla quale partire per ovunque.

Transitando sui binari ormai lisi dal passaggio dei treni che li hanno preceduti, dimostrano però che il loro esserci è più che legittimo. L’urgenza punk è scomparsa, ma la voglia è la medesima: muovere gambe, braccia e teste in un headbanging e due minuti più tardi in un abbraccio. La morfina del resto è così: rilasciata nell’organismo riduce la frequenza respiratoria e cardiaca, oltre a rallentare l’attività cerebrale. Ben venga quindi questo mood ondivago, accompagnati dalla sostanza stessa e da chi ci sussurra all’orecchio di chiudere gli occhi, che tutto andrà bene.

È soltanto una canzone, potemmo scacciarla dal nostro cervello quando vorremo, certo, ma qualcosa ci dice che questi VetoCode ci daranno parecchie soddisfazioni.

vetocode kovanta 

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