Cowboy, amore, sogni e donne interiori.
Beh, che dire? Orville Peck e Willie Nelson per un brano western delle grandi occasioni, a presentare i lati nascosti di ogni cowboy, fra le donne che si nascondono nei loro corpi e i suoni di una piccola città. Un gioco di ruoli come ogni vita, certo: tra sussurri, racconti epici e segreti di pulcinella.
La cosa splendida è come l’amalgama delle due voci – tra il basso di Orville e il tono invecchiato dagli anni di Willie – riesca a creare un mondo intero, un universo che ti tiene ancorato a un racconto che, di per sé, ha fatto coming out nella cultura di massa con Ang Lee e I segreti di Brokeback Mountain, ma in realtà ben più radicato di quel che si pensi da questo lato dell’oceano. Il rappresentarlo in maniera così naturalmente romantica è quanto di più ispirante possa accadere per un brano che è assolutamente trascinante e aspetta soltanto un paio di giri di bourbon per sentirsi lanciare urli di approvazione da parte della platea completa.
Un pezzo che vien voglia di ballare abbracciati in cerchio, passo a destra e passo a sinistra, per una completa unità che sorpassi ogni dannato giudizio su orientamenti e gusti sessuali. Datemi dischi interi con queste voci e questi ritmi, lasciate ai cowboy la libertà, le selle e gli speroni e ai nostri stereo questi tre minuti e mezzo abbondanti di gioia e libertà: Cowboys Are Frequently Secretly Fond of Each Other, del resto.