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Bear of Bombay: Tears from Space
Perso sulla via di casa

Ladies and gentlemen, we are floating in a psychedelic space.

Psichedelia come attitudine, lente deformante attraverso cui guardare il mondo e immergersi nel flusso infinito di una energia che proviene da ogni cosa. Bear of Bombay è il moniker del nuovo progetto di Lorenzo Parisini che si concretizzerà il prossimo settembre con l’uscita dell’album PsychoDreamElectroGaze, titolo già di per sé programmatico.

Tears from Space è il singolo che anticipa l’uscita del disco che vede la partecipazione di Mario Lo Faro, chitarrista degli shoegazers Clustersun. In questo senso, ci piace immaginare un’unica scena artistica senza confini geografici che lega Milano a Catania e crea un asse dinamico, vitale e in via di continuo scambio. È sufficiente un incontro all’Arci Bellezza o due chiacchiere al Mountain Sound Festival di Domodossola – proprio quello che è avvenuto tra Parisini e i Clustersun – e il gioco è fatto.

La traccia si muove nel solco di un drumming lineare puntato verso una direttrice kosmiske e ipnotica, con fluttuazioni senza gravità in una dimensione fuori dallo spazio-tempo. Le reiterazioni di moduli synth rappresentano il suono di una invocazione post moderna, con le formule ieratiche di un rituale di smaterializzazione. La chitarra satura di fuzz di Mario Lo Faro scarifica la superficie dei suoni, li disturba dall’interno innescando una reazione che fa impazzire gli atomi della materia per ricomporla in una forma nuova e caleidoscopica.

Gli oltre sei minuti non sono altro che una lunga trance o, meglio, lo stream of consciousness di una universale visione onirica in cui assegnare un altro senso al proprio stare al mondo, anche se solo per poco. In fondo, è questa la psichedelia.

Bear of Bombay Lorenzo Parisini 

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