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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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The Alarm: The Man Who Sold the World
Major Mike

The Alarm
The Man Who Sold the World

C’è chi vende l’anima, chi il mondo, chi preferisce rimanere fedele a se stesso.

David Bowie è una leggenda. Ma non da quando è morto: lo è dal primo momento in cui ha messo la sua bocca dietro a un microfono. Artista poliedrico, sempre proiettato nel futuro, era anche molto attento a ciò che succedeva nella musica che aveva intorno, giocando d’anticipo, rubacchiando, facendo suo. Vista da quest’ottica non aveva stupito il suo ripescaggio a sorpresa della allora vecchissima The Man Who Sold the World durante il tour del 1996. Poco prima il brano era stato coverizzato nel leggendario Unplugged dei Nirvana, facendone uno dei brani di punta e riportando quelle strofe nelle orecchie delle nuove generazioni: farne un’auto-cover riarrangiata era un cortocircuito sensoriale che riportava a Cesare quel che era di Cesare dopo che gli altri avevano lavorato per lui. Geniale eh?

Gli Alarm purtroppo non hanno mai avuto questa attitudine alle furbate, ed è un peccato. Nel corso della loro carriera hanno pubblicato album davvero validi, e ci sono stati dei momenti nella seconda metà degli anni Ottanta in cui sembrava potessero gareggiare alla pari con mostri sacri come U2 o Simple Minds. Ma la ruota non gira mai allo stesso modo per tutti.

Ecco allora che la loro rilettura odierna del classico di Bowie può sembrare a un primo ascolto un oltraggio: l’originale è l’originale e di cover ce n’è già una leggendaria (al punto tale che qualcuno pensava fosse un brano di Cobain coverizzato poi dal Duca Bianco). Eppure convince, ammalia e risulta davvero piacevole, grazie a un arrangiamento non banale con diversi innesti elettronici, un’interpretazione mai sopra le righe e una coda inaspettata che richiama nemmeno troppo velatamente gli anni in cui MTV era un canale televisivo dove si ascoltava musica. Altri tempi, una vita fa.

Mike Peters, dopo un brutto periodo in cui la salute sembrava volergli fare uno scherzo di troppo, è tornato più positivo che mai, e divertendosi (basta guardare il videoclip) riesce ancora a scaldare il cuore, nonostante gli anni abbiano reso un poco più abrasiva la sua voce. Un gradito ritorno, una bella reinterpretazione che fa venire voglia di riascoltare gli splendidi album degli Alarm, troppo spesso – e ingiustamente – dimenticati dai più.

The Alarm David Bowie Mark Peters The Alarm 

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