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test plan: Walking in a Vacuum
IKEA non delude mai

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Walking in a Vacuum

Nel vuoto l’equilibrio non esiste.

«Somewhere between dancing and moshing» – così si presentano i test plan sul loro Bandcamp, due righe stringate che conservano in sé, nell’ordine: cazzimma, un caratterino bello brioso e un alone di mistero che, a quanto pare, è un po’ una prerogativa – e un evergreen di fascino – del post-punk. L’essere piacioni nascondendosi nel chiaroscuro dell’ineluttabile, sul confine tra ciò che si vede e che non si vede.

Ma prima di perderci in chiacchiere, quello che combinano i tre di Londra si avvicina molto a quanto scritto sopra: il pogo sì, quello c’è, ma ce n’eravamo già accorti con il primo singolo So Bored at Your Squate Rave – quel basso tozzo e prepotente, quel groove al limite tra il punk e lo sporco alt-rock, scuola Henrik Höckert e Viagra Boys.

Walking in a Vacuum, invece, calca più sul “dancing”, anche se potrebbe sembrare una bestemmia dinanzi al claudicante moto della traccia: è un ballo convulso, di quelli sfoderabili in una balera di periferia, ricolma di fumo e di fetido sudore, con tizi loschi che ti scrutano mentre organizzi per loro i movimenti più contorti e mal interpretabili della tua vita.

Acido endovena, sintetizzato da una distorsione che pare allungarsi a destra e a manca rispetto a un ensemble basso/batteria che spara sempre sullo stesso ritmo ripetuto, giusto per dare un appiglio all’ascoltatore, turbato non solo dai lamenti chitarristici, ma anche dall’instabilità e dall’inquietudine che impregnano il cantato.

Dovessimo darvi dei nomi, giusto per farvi un’idea a busta chiusa, vi diremmo Ditz, Chalk e Model/Actriz, magari con lo sguardo meno noise-oriented e con l’animo leggermente più quieto.

Ma c’è qualcosa nei test plan che va oltre la “simpatia” per l’ennesima band underground fuori dal coro: di questo se n’è accorto anche Anthony Fantano, il cui commento capeggia sotto il video ufficiale – ‘sti tizi (nel momento in cui il sottoscritto scrive) contano a malapena un centinaio di iscritti su YouTube, roba da matti.

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