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Rossometile: Sangue e seduzione
Succhiamo sangue senza nasconderci dietro l'inglese

Rossometile
Sangue e seduzione

Vampirismi goth pop italiani tra sangue e seduzione.

Il vampirismo nel rock italiano non ha avuto molto spazio, almeno fino a qui. Se escludiamo tutta la congerie metallara di gothicisti e i blacksters emuli dei Cradle of Filth (capirai…), non esiste granché, quindi sorprende e colpisce questo tentativo dei Rossometile. Sangue e seduzione, oltre a un’estetica barocca e coatta degna delle sympho-metal band nordiche, mostra un sound pomposo e lirico: il gruppo non si nasconde dietro al dito dell’inglese e in italiano, tra melodramma e scapigliatura, racconta finalmente una “vera” storia di vampiri.

Il brano ha una linea melodica poderosa che ricorda certo pop umbratile di gente come Anna Oxa o Antonella Ruggiero. Pure i Matia Bazar avrebbero potuto armeggiare con una melodia simile, ma l’approccio generale è forse un po’ troppo vicino ai Rammstein. Per carità, è un gran bel modello a cui aspirare, ma sarebbe stato più interessante seguire i parametri della più tipica canzonetta e vedere cosa ne sarebbe saltato fuori (dalla bara). In ogni caso, la commistione Sanremo vs Tanz Metal è fica e trascende le mura del buon gusto per infilarsi sotto la soglia della cameretta dei giochi proibiti degli ascoltatori più pudichi.

I Rossometile non sono nuovi, ma confessiamo di accorgerci solo ora di loro. Del resto, se non li avessimo notati nemmeno con un pezzo del genere, non sapremmo indovinare cosa avrebbero dovuto inventarsi. Comunque ora li conosciamo, no? Se volete sapere della loro lunga storia, potete leggerla qui.

Fatto sta che il brano è in grado di competere con quello che gira in Europa. Tamarro, plastico, operesco, persino un po’ cringe, ma spacca, osa e vince. Nel finale c’è anche uno svolazzo alla Depeche Mode che non guasta affatto.

Rossometile 

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