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Menagram: Madre nella Veglia
Menagramo

Menagram
Madre nella Veglia

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Apri le tue vene.

C'è stato un momento, attorno alla metà degli anni Duemila, in cui una cometa luminosa è passata sopra le teste di tutti gli amanti della darkwake e del death rock made in Italy. Dal nulla apparvero i fiorentini Le vene di Lucretia, che con un CD autoprodotto (subito ristampato dalla In The Night Time di Roma) si fecero amare dalla critica per poi entrare prepotentemente negli ascolti di chiunque prediligesse quel tipo di sonorità e si fosse stufato dei cloni dei cloni che biascicavano un inglese maccheronico. Il cantato in italiano, qui, era un valore aggiunto, grazie a testi visionari e mai banali, un'interpretazione da manuale che si fondeva perfettamente con una serie di canzoni eccellenti. Un album perfetto, come pochi ce ne sono stati nel genere. Seguirono una manciata di date dal vivo a dir poco infuocate, dopodiché – all'alba della pubblicazione del secondo (tuttora inedito) album – i due mastermind del progetto Lorenzo Manetti e Tiziano Bellini congelano il gruppo (escludendo un singolo digitale nel 2011 e una sporadica – e splendida – Annarella dei CCCP nel 2016), consegnandolo di fatto alla leggenda.

Dietro al progetto Menagram si cela Diaconus Dei, che faceva parte dei musicisti in sede live di Le vene di Lucretia. La sua rilettura della splendida Madre nella Veglia risulta essere meno dark e più metal, ma mantiene comunque un livello di pathos eccellente, una serie di sospensioni alternate che erano uno dei punti di forza dell'originale e che qui si modernizzano quel tanto che basta per diventare molto appetibili anche per chi non riesce a intendere la musica senza un distorsore. Una cover che è un tributo sia alla band originale, sia al passato del Nostro, che ha continuato negli anni e continua tuttora a operare nel campo della musica con svariati progetti più che interessanti come Ingrid Khold e Absences.

Per chi non conosceva il brano, può essere un'ottima occasione sia per recuperare i suoi lavori, sia per riscoprire quel gioiello nero mai troppo ricordato.

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