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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Marc Almond: Elusive Butterfly
Meglio di Caterina

Marc Almond
Elusive Butterfly

Non solo Tainted Love.

Marc Almond è Peter Pan. Un folletto. O, se volete, quel vecchio zio un po’ matto che alle riunioni di famiglia se ne sta per i fatti suoi. Tutti lo guardano male o con sospetto, ma in realtà è solo perché sotto sotto lo invidiano: a differenza loro, la sua vita è ancora piena di passione, caos, umorismo, amore per i confronti, gli scambi, insofferenza per dogmi e fedi, voglia di mettersi in gioco e desiderio di umanità. Un mondo dove la sostanza ha un peso enorme e la forma è un accessorio divertente con il quale esprimere la propria individualità all’interno di un gruppo più che una divisa d’ordinanza. D’altra parte, il titolo del nuovo album di cover in uscita a luglio la dice tutta. I’m Not Anyone. E no che non lo sei.

È un piacere, dunque, ritrovare Marc oggi: un sessantaseienne (con quarantacinque anni passati dietro a un microfono) capace sì di essere introspettivo, ma anche di godere e trasmettere gioia per la vita e per la musica. Basti sentire questa splendida, elegante e magnetica versione del classico del 1965 di Bob Lind: conservato il brio dell’originale, Almond spinge ancora di più sull’empatia emotiva, regalando alla melodia del cantato una profondità vellutata che sa di tardi pomeriggi estivi, tramonti romantici e cuore leggero, pronti a sprofondare serenamente in una notte fatta di sorrisi, sguardi, baci.

Se la furia punk e il rigurgito new wave hanno in qualche modo plasmato una versione nuova di Frank Sinatra, tra tutti lo scettro va di diritto a Marc Almond, una delle voci migliori della sua generazione, che ha sempre fatto ciò che gli pareva senza preoccuparsi troppo delle reazioni della fanbase più intransigente. Questa Elusive Butterfly è l’ennesima dimostrazione del suo sconfinato talento.

Se invece volete sentire come avrebbe suonato quella melodia in italiano, ascoltate la cover di Caterina Caselli con testo di prezzemolino Mogol uscita nel 1967: manco male, a dirla tutta.

Marc Almond Bob Lind Soft Cell 

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