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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Brat: Hesitation Wound
Ditelo con i fiori (tra i denti)

La pausa lavorativa è un diritto inalienabile per il personale di servizio. Vogliamo negarla? A vostro rischio e pericolo.

Quanto può essere dura la vita in un diner? Letale, fra caffè lunghi e sandwich, senza nemmeno potersi prendere cinque minuti per una sana birretta fra colleghi, pena il licenziamento in tronco da parte del boss.

Ma nessuna paura: i Brat, quartetto di New Orleans, si adoperano per far letteralmente crollare le mura del locale con ululati vocali che sembrano ruggiti da parte della candida Liz Selfish, sezione ritmica fra capello e massa di Ian Hennessey e Dustin Eagan per chiudere con la chitarra di Brenner Moate.

Chi ha già avuto l’occasione di rimirare qualche altro loro video saprà che si muovono sempre con la grazia di un elefante in una gioielleria: cose semplici e cattive, efficaci nel loro porsi irruente, con la giusta carica di violenza musicale. Roba rude e da gomito alto, con appeal quasi melodico e orecchiabile che non viene mai a meno, Hesitation Wound è perfetta per fare headbanging asciugandosi i capelli, oppure per salutare i vicini a finestre aperte: benvenuta primavera!

Brat Liz Selfish 

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