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Brat: Hesitation Wound
Ditelo con i fiori (tra i denti)
| Lo leggi in 1 minuti

La pausa lavorativa è un diritto inalienabile per il personale di servizio. Vogliamo negarla? A vostro rischio e pericolo.

Quanto può essere dura la vita in un diner? Letale, fra caffè lunghi e sandwich, senza nemmeno potersi prendere cinque minuti per una sana birretta fra colleghi, pena il licenziamento in tronco da parte del boss.

Ma nessuna paura: i Brat, quartetto di New Orleans, si adoperano per far letteralmente crollare le mura del locale con ululati vocali che sembrano ruggiti da parte della candida Liz Selfish, sezione ritmica fra capello e massa di Ian Hennessey e Dustin Eagan per chiudere con la chitarra di Brenner Moate.

Chi ha già avuto l’occasione di rimirare qualche altro loro video saprà che si muovono sempre con la grazia di un elefante in una gioielleria: cose semplici e cattive, efficaci nel loro porsi irruente, con la giusta carica di violenza musicale. Roba rude e da gomito alto, con appeal quasi melodico e orecchiabile che non viene mai a meno, Hesitation Wound è perfetta per fare headbanging asciugandosi i capelli, oppure per salutare i vicini a finestre aperte: benvenuta primavera!

brat liz selfish 

A proposito:

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