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The Fauns: Shake Your Hair
Alison, a me gli occhi, please!

L’amore ai tempi del post-punk.

Non si esce vivi dagli anni ‘90, saremmo tentati di dire. E invece no. Quella malinconia di burro (come cantava Umberto Maria Giardini) ci manca eccome. È un po’ questo il senso di tutta quella scena che si muove lungo il crinale di una dimensione immateriale: rimestare in reconditi anfratti adolescenziali per tirare fuori scatti perduti da una pellicola quasi bruciata dalla luce.

Undici anni dopo Lights, i Fauns di Alison Garner, Michael Savage, Will Slater e Guy Rhys-Davies ritornano con il nuovo How Lost edito sempre dalla Invada di Geoff Barrow. La loro formula ribadisce un dream pop vicino ai languori dei Beach House, però mescolato a spore post-punk e a una elettronica particolarmente immersiva, complice anche la voce fascinosa della Garner.

Shake Your Hair è il singolo che anticipa l’uscita dell’album, veicolato dal video diretto da Roberto Vivancos, vincitore al British International Film Festival. La doppia vita del protagonista, di giorno psicoanalista e di notte servant sottomesso a una dominatrice sadomaso in latex, si fonde con l’umore del testo, una metafora di amore disfunzionale che fa male e si mette “di traverso” rispetto alla morale dominante.

La traccia si muove sulle vibrazioni di un unico pattern ritmico, che cresce via via con l’incedere sinuoso dei synth rimandando agli orizzonti oscuri del compianto Jose Luis Vasquez, ma presentando le screziature di una mirrorball che gira su una pista da ballo deserta. È la vocalità di Alison a rendere tutto quasi impalpabile, a spargere nuances atmosferiche come una sorta di contrappeso che lavora sulla linea del brano. Se il peccato non esiste, allora le labbra possono muoversi lungo il filo di un rasoio, senza tagliarsi mai. Del resto, «downy sins of streetlight fancies», per dirla con i Velvet Undergound.

The Fauns Alison Garner 

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