Salta al contenuto
Omni: Compliment
Devo-ti
| Lo leggi in 1 minuti

Per chi ha creduto non si trattasse solo di nostalgia post-punk, ecco i primi sorrisi.

Quarto disco per i rivelazioneschi Omni e secondo in forza alla Sub Pop. La critica è sperticata e doma, il pubblico piano piano cresce e il duo poliacrobatico riesce a trapiantare chirurgicamente un vecchio mistone di generi morti in un tessuto ancora vivo, evitando il rigetto e riuscendo a far rifluire antiche asperità post-punk nel post-post-modernariato attuale.

Tra Talking Heads, Wang Chung e Wire, Compliment traversa i decenni come fossero respiri mozzati di una corsa fuggitiva verso il presente e ciò che nasconde. Il sound è acidulo, compresso e tirato come la mascella di un anfetaminico e la visione che scaturisce da un tessuto cicatriziale così ben rimarginato è quasi un abbaglio erotico ballardiano.

Gli Omni non sono vittime della sindrome da età dell'oro che ha colto gran parte del mondo rock di questi anni. Loro non recuperano vesti sbiadite di antichi concetti o sonorità muffite in fondo a qualche cantina-archivio radiofonico. Quello che fanno è una rincorsa verso il mondo che verrà. Il suono è una salutare sferzata e le pause sincopali sembrano schiaffoni assestati al dormiveglia anti-contemporaneo vigente.

omni 

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 5 persone!