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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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NewDad: Dream of Me
Due a due

Quadrifogli rossi da un’Irlanda shoegaze.

Irlanda. Terra che odora di antiche contraddizioni immerse però in una cultura propensa all’accoglienza. Ettolitri di Guinness da sorseggiare in compagnia di sconosciuti che diventano subito amici fraterni, città ancora a misura d’uomo e vaste terre dominate dalla natura. E soprattutto l’orgoglio delle proprie radici: culturali, storiche, artistiche. La musica è ovunque, è parte integrante della vita di ogni irlandese, che giustamente ne va fiero. Thin Lizzy, U2, Cranberries e migliaia di altre band – mainstream o minori – per una scena che mai è stata avara di qualità e personalità.

Già questo fa prendere punti ai giovanissimi NewDad, che condividono il passaporto quadrifogliato con le leggende di cui sopra. Ma non è solo una questione di provenienza: i ragazzi ci sanno davvero fare, sanno bene ciò che vogliono e come ottenerlo, ed è solo grazie alle loro qualità intrinseche che, sparate come “riporteremo in auge lo shoegaze”, più che far alzare il sopracciglio al purista di turno (“e chi sono ‘sti pischelli?”), lo riempie di speranza (“magari!”).

Il debutto su lunga durata segue il percorso tracciato dai due EP precedenti (Waves e Banshee), rimarcando ancor di più l’approccio chitarristico dreamy e denso di emozioni soniche, sul quale la voce di Julie Dawson riesce a dipingere paesaggi malinconici ed evocativi.

Dream of Me è uno dei brani del disco che più sembrano avvicinarsi alle coordinate scelte dalla band, riuscendo a coniugare benissimo quei suoni di fine Ottanta / inizio Novanta con quelli più pop post-grunge, per un risultato che se ancora non spicca per originalità, di sicuro brilla in quanto freschezza ed efficacia. Vien quasi voglia di comprarsi MTV solo per rimandare in onda 120 Minutes: lì dentro sarebbero stati perfetti.

Con la seconda vita piena di meritato successo degli Slowdive e i Cure ormai eletti tra i mostri sacri della musica tutta, potrebbe esserci spazio anche per i NewDad nei cuori dei giovani e meno giovani che ancora adorano guardarsi dondolanti la punta delle scarpe.

NewDad Julie Dawson NewDad 

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