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Outsider che si aggrappano al nostro cuore.

Pesto, malconcio, di quella risma capace di togliere melodie dal nulla. Mark Geary si ritrova vicino all'acqua, troppo vicino. Più di trent'anni fa aveva preso un biglietto aereo e da Dublino era finito al Village di New York, girando per locali, facendosi una storia e una solida gavetta.

Anni dopo lo troviamo in una vasca da bagno, cuffia e impermeabile giallo. La canzone è dolente, ma tutto sommato equilibrata, Mark è riuscito a mantenere un filo di speranza per il classico brano voce, chitarra e colori sotto, uno di quelli che si fanno cantare su un prato a primavera, nonostante la pioggia e l'atmosfera dimessa del video.

È proprio una capacità dei cantautori come Mark, cantautori che con la semplicità ci entrano direttamente nelle orecchie e nella mente, quei giri che avranno fatto in due milioni di band ma che rimangono freschi e puntuali. Quindi bene ha fatto Mark Geary a spenderci due spicci per un video, bene ha fatto ad accompagnarsi ai suoi sodali – agli Swell Season, a Elvis Costello, ad altri artisti di quella risma. Forse, anzi, di sicuro non avrà mai la loro fama, ma date a Mark una chitarra e un microfono e saprà farci commuovere, ballare e innamorare, oggi come nei prossimi vent’anni.

mark geary 

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