Un esercito di pacifiche cacciatrici di pregiudizi trasforma la world music in un antidoto contro le diversità.
Les Amazones d'Afrique non sono una band e nemmeno il progetto di qualche regina dell'hip hop in vena di recupero delle proprie radici. No, questa è più una specie di associazione canora e musicale di una dozzina di interessanti personalità artistiche africane, tutte unite nell'impresa di portare la world music oltre i livelli a cui siamo abituati.
Musica che unisce i suoni, le razze e i popoli sotto un solo cielo di lacrime e di sole accecante (poi, ovvio, dipende da come gira il meteo). Le amazzoni d'Africa scelgono questo nome ispirandosi a un esercito di antiche cacciatrici di elefanti, ma non hanno intenti bellicosi. Diciamo che esprimono quella maestosa e atavica grandezza delle dee lunari, al tempo in cui la parola "matriarcato" non esisteva perché, non avendo alternative storiche, questo era semplicemente la normalità del vivere quotidiano di molti popoli.
Flaws è un gioioso canto elettro-triballabile che inneggia all'uguaglianza nella diversità. Difetti chi non ne ha? Le linee vocali aprono spazi mentali, il ritmo "scretcha" il cuore come un disco e il ritornello galvanizza, innalza oltre i preconcetti e i difensivismi.
Il potere della musica è esattamente questo. Farci sentire quanto ampio è il mondo e come riusciamo a percepirlo davvero nelle dimensioni opportune solo quando liberiamo il cranio dalle asfittiche idee ristagnanti e ci abbandoniamo al sontuoso alare melodico di una buona canzone.