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Quell’America che ti si appiccica addosso proprio come una gomma.

Non sappiamo molto di Kora Puckett, se non che ha militato in decine di band dell’area noise, per poi ritrovarsi moderno hobo con questo progetto solista, che riecheggia di decenni interi di Americana e indie rock. Del resto la t-shirt di Steve Earle non mente, così come il quadro di Marilyn Monroe e James Dean.

Faccia da Ashton Kutcher di periferia, campi rigogliosi e chitarra al braccio, un cassone di un pick-up come luogo d’adozione, poi un’armonica assassina attraversando le città in macchina di notte.

Bizzarro pensare come una delle musiche più codificate del mondo riesca sempre e comunque a trovare una via di originalità, di freschezza e di senso all’interno di un mondo musicale dove si sia già sentito di tutto, eppure… eppure non vogliamo sentire altro, in testa ci torna in mente un Mason Jennings appena più greve e tormentato, con una musicalità che non mancherà di conquistarci, ascolto dopo ascolto.

kora puckett 

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