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Kerry King: Idle Hands
Finalmente posso rimettere questa t-shirt

God (still) hates us all.

Non capita spesso di dover riscrivere da capo una recensione dopo un paio di giorni, e per fortuna che non era stata ancora pubblicata. Sì, perché a distanza di pochissimo tempo dall’uscita del primo singolo della nuova carriera solista di Cerro Re, tutto quello che si poteva dire – non tanto riguardo al brano in sé ma sul suo creatore – si è rovesciato completamente. E allora tanto vale lasciar perdere e condensare il tutto in due righe: piaccia o meno, questo lui fa, questo ha sempre fatto e probabilmente non sa fare altro, ma nessuno è mai davvero riuscito a farlo così, tanto meno meglio.

La gara quindi non è tanto tra Idle Hands e altri brani della scena metal estrema, quanto tra il brano e la storia tutta degli Slayer. Già questo, a dirla tutta, è una piccola vittoria no?

Per stessa ammissione di Kerry, si tratta di uno scarto di Repentless, album che già di per sé non brillava nella discografia degli assassini (e ci mancherebbe altro, mancava il biondo!). Ciò non toglie che funzioni alla grande, abbia un tiro bestiale e che la lineup stellare (inutile riportarla, ormai la si sa a memoria) faccia un lavoro egregio. E quindi? Diciamocelo: questo sound mancava, mancava moltissimo. E poco importa allora se il tutto è prevedibile quanto una carbonara della zia Assunta: erano anni che non se ne mangiava una e insomma… si fa mangiare! Che vuoi fare, il Cannavacciuolo de noantri dopo tutta questa attesa? Magna e sta’ zitto no? E goditi quel guanciale fatto di assoli atonali, quella crema di tritoni e quei testi anticristiani ben noti quanto uno spaghetto al dente, ma che pure se fosse stato un serial killer a mezza manica sarebbe andato bene lo stesso.

Tutto il resto (la scarsa simpatia del Nostro, il tradimento per una reunion che andava fatta però avevano promesso di no e la dignità e Lombardo e R.I.P. Jeff e la coerenza e tutto il cucuzzaro) sono chiacchiere da bar. Splendide, avvincenti, anche giuste volendo, ma pur sempre chiacchiere. Per una volta, lasciamo parlare la musica: Idle Hands non è sicuramente il miglior pezzo del signor King, ma è probabilmente la cosa più bella che potesse capitare (a sorpresa tra l’altro) a un fan degli Slayer in questo inizio 2024. Oltre alla reunion, si intende.

Kerry King 

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