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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Girl and Girl: Hello
Lo stretching è importante

Un modo molto carino e un po’ acidulo di lanciare un segnale e vedere se siete rimasti davvero soli.

Febbricitante, un pezzo sgranocchiante pasticche della rivoluzione, come ai vecchi tempi, quando i grandi del rock sembravano destinati, nonostante ogni agitazione, a lanciarsi nella bocca del Moloch discografico ed esserne risputati fuori come fumo di tregenda. Ma i Girl and Girl (presso Sub Pop) non sembrano rappresentare nulla di così tragico e fatale. Siete in ascolto di una band “carina” che si definisce garage rock e la cui peculiarità maggiore è che alla batteria c’è la zia (avete letto bene, la zia Liss) del cantante Kai James.

E Jones ammette di aver avuto il proprio battesimo creativo indirettamente da Miley Cyrus. Lei non lo sa. Hello è un miscuglio di avanguardia sciatta e vecchie reminiscenze post-punk, non si sa quanto lucidamente assimilate. Eppure il brano spinge e spinge bene. Dove, in quale direzione? Diciamo verso la finestra e la giornata di sole che stavate ignorando. Ma come, piove? Guardate bene, adesso si apre. E i Girl and Girl vi mettono voglia di lanciarvi in un ballo da indigeni pittati nel mezzo di un rituale dionisiaco, come si scriveva una volta. Il rock era dionisiaco, ricordate? Ora sembra incapsulato e compresso, limato chimicamente, come le caramelle del buon umore che vi aspettano se volete tenere in piedi tutta questa impalcatura di legami sociali, affari, affetti, affettati – ben altra cosa rispetto alle compresse rivoluzionarie citate sopra, quelle che però bruciavano il cervello con le rivoluzioni stesse.

Insomma, dicevamo, eccovi davanti alla finestra, vi passate la lingua sulle labbra, la punta al palato, nel tentativo di capire se c’è un sapore in questo giorno, così uguale agli altri, così spento, nonostante il sole e la musica di Hello, da tribalismo rock bianco d’altri tempi, dionisiacamente ingenui. Allora, dite: «Hello?» e qualcuno magari vi risponderà.

Girl and Girl Kai James 

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