Giovane marmaglia stilosa per un hip hop senza tempo.
Queens e L.A. – i Free Nationals chiamano a sé A$AP Rocky e Anderson.Paak per Gangsta, brano che mette in mostra la scioltezza e lo stile dei due vocalist e della band. Il suono è caldo, le rime si mischiano con i cori, fra timbri che si spostano perfettamente, scratch e ritmiche che sembrano la continuazione naturale di certi groove laccati anni ’70, un senso delle pause e della drammaturgia da manuale e le fantasie infantili che possono diventare quanto più realistiche.
Cominciano da pischelli, due ragazzini su un'auto di cartone e un terzo a chiedere loro la patente; poi tutto diventa improvvisamente più colorato, i mondi si mescolano e crimine e giocattoli si sovrappongono fino a farci perdere l'equilibrio. Una roba sottilmente ipnotica, che possiede il fascino West Coast più stiloso e che ci mette di fronte a quelli che possono essere gli stilemi tramandati del genere: la romanticizzazione del crimine, l’hip hop come veicolo di arricchimento veloce a tutti i costi – immagini che fondono indissolubilmente William Gibson e la Death Row Records in uno scontro inevitabile e stupendo.
A rimanerci in mano non è una morale, ma la certezza che se una dev'essere la via, sia quella a sette note, con la determinazione dei tre nomi scesi in strada come Gangsta!
free nationals a$ap rocky anderson .paak free nationals (feat. a$ap rocky & anderson .paak)