Nel grigiume della provincia, fra un lavoro saltuario, il carovita e il solito, maledetto venerdì sera.
Non mi avevano detto nulla, quindi quando ho ascoltato per prima volta i Frank Atene mi sono ritrovato con un sorriso ebete sulla faccia. Band, forse un terzetto, ticinese da Lugano, un EP chiamato Cara Grazia uscito il 1° dicembre dello scorso anno: 7 brani che ad ascoltarli ti colpiscono in faccia, sul crinale dove il rock sbanda, si sfascia e si fa punk.
«Frank Atene non ha ragione / Frank Atene è il mio lato peggiore / cara grazia che Frank Atene non è il mio nome». Chiude così questa Lato Peggiore, che mischia vita reale in una cittadina che ancora non si capisce se sia fucina creativa o periferia prolungata, ma che di sicuro riesce a scatenare dal suo grigio delle mosse disperate come questa. Il singolo (come tutto l’EP del resto), è un singalong che dopo il terzo ascolto ti entra nelle vene. I tre ceffi – occhiali scuri e latta da mezzo di birra – sono perfetti nel loro ruolo, il virato rosa violetto riesce a dare quel tocco romantico alla storia di una sera di perdenti come noi: impossibile non amarli.
"TI 277 945" è il numero di targa di Frank Atene: se lo incrociate, fermatelo e abbracciatelo – è definitivamente uno di noi. File under: sfogo, catarsi, stile, alcol a buon mercato.