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En Attendant Ana: Magical Lies
C'erano cinque francesi in America…

En Attendant Ana
Magical Lies

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Una canzone gradevole su qualcosa di incomprensibile: cosa sono le bugie magiche?

Siamo di fronte a un folk urbano, qualcosa che mescoli raggi di sole su un vetro sporco in una gelida mattina di Natale, alberi riverniciati di smog, pratini ben tagliati e pettinati, ma già zeppi di lattine accartocciate e fazzoletti sporchi d'amore. C'è qualcosa che accade, di magico, in ogni anfratto dell'esistenza umana. L'inizio di questo brano, con la voce femminile da antica sacerdotessa della malinconia svolazza su un'architettura sonora scheletrica: basso, chitarra e batteria come fossero radiografati. Canzone fisicamente nervosa e distaccata ma con un sorrisetto serafico, con occhi come vagoni metropolitani che scavano nelle viscere del cielo.

Gli En Attendant Ana sono franzosi, parisieni, gruppo misto di ragazzi e ragazze con l'aria tipica degli europei a New York. Guardano senza paura i grossi palazzoni dell'industria culturale, che, come bungalow e slum, attendono di essere sostituiti serenamente da qualcosa di altrettanto bungalow e slum. La persona che stanno aspettando (nel nome che si sono dati: Ana) è una cameriera un po'spigolosa e inquieta, esattamente come l'intreccio di melodie sognanti e urgenti e un po'stanche insieme intonate da Margaux Bouchaudon.

Magical Lies mescola il brioso e avvenente pop anni '60 con la scapigliatura brit anni '90. In questa casetta fatta di ossa decadentiste, si nasconde una farfalla rarissima: è immortale ma non la si vede che una volta ogni mille anni. Talmente difficile da individuare che è avvistata più con gli occhi della fede che con quelli della scienza, al punto che ancora non è neanche classificata in un qualche libro di zoologia. Questa farfalla si trova tra il ponticello e il ritornello, ma è un batter d'ali sulla punta del vostro naso prima che la palpebra si sollevi.

en attendant ana margaux bouchaudon 

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