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Il Texas è la mia casa, l’amore la mia dimora.

Greg Gonzalez, scaltro ruffiano che non sei altro. L'oratore supremo del sesso sussurrato – quello da candele profumate e giravolte di fumo che inondano una stanza che sa di feromoni, tabacco e poesie d'amore masticate sul letto disfatto – torna a massaggiarci le tempie e a farci galleggiare sul suo soffice tappetone tutto slowcore e baci rubati.

Non che i Cigarettes after Sex abbiano mai pensato di andare oltre al coccolare l'ascoltatore, motivo per cui si trascinano dietro una non indifferente shitstorm fin dai tempi di Cry, accusato di un'eccessiva penuria di inventiva e, più in generale, di un semplicissimo sfracassamento di maroni per la solita, melensa litania d'amore. Ma loro se ne fottono e continuano a oliare le coppiette alla loro maniera. Ah… e noi, comunque, a questi tre mascalzoni dal cuore di zucchero (e picchi ormonali) non riusciamo proprio a volergli male.

Tejano Blue – un pezzo di cui si riconoscerebbe l'autore anche dopo tre millisecondi – si accoda a quanto suddetto: bacchette che carezzano adagio le pelli, chitarrine appena pizzicate e gorgheggi dream pop che decollano pian piano, il tempo che il ritornello buchi l'orizzonte.

E Greg, l'irreprensibile Greg, sibila, sussurra, manco si sforza di alzare un po'la voce: parla di sesso, di relazioni passate e vissute con strenua passione, butta dentro qualche reference alla musica Tejano e ridipinge un altro scenario da motel consumato da amplessi e da fioche luci che bucano le tapparelle.

Un disco brutale, così il founder della band di El Paso ha descritto il nascituro X's: brutale, ovviamente, per la sua più nuda esposizione dei sentimenti, un racconto viscerale che non scanserà indubbiamente gli standard attorno a cui gira il sound dei Cigarettes after Sex – cambiare non è manco tra le loro ultime preoccupazioni – ma che, volente o nolente, fa sempre la sua porca figura.

cigarettes after sex greg gonzalez 

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