Un orgasmo edonistico che si consuma alle prime luci dell’alba.
Esattamente dodici anni fa, quando ancora c'era una parvenza di salute nelle edicole, una rivista che qui non nomino, si era azzardata a mettere in copertina gli Alcest, scommettendo su di loro per il futuro del black metal e del metallo intimistico in generale. Che lo crediate o no, esiste difatti un metallo introverso, sprofondato nell'anima e nei sentimenti. Tale musica spesso raggiunge livelli eterei, quasi dolciastri, privilegiando melodie e fraseggi che oscillino tra maggiore e minore, come i delfini esitano tra aria e flutti.
Il destino degli Alcest sembra ormai essersi compiuto a ridosso di quella copertina sorprendente e audace. Già allora più di un recensore salutò tiepidamente la loro prova di allora e dopo di lì, anche per via di una moria sempre più diffusa di riviste ed edicole, è morta anche una narrazione decente per i nuovi pionieri del rock e del metal, che nella percezione volgo-social sembrano non esistere più.
Che un certo genere di musica abbia bisogno di una stampa per continuare a emergere e per comprendersi e farsi comprendere, è un difetto del genere stesso e del sistema mercato che lo inserisce nel tessuto culturale, un'industria che è così incatenata a un passato mai stato nemmeno troppo suo amico, ma in cui scopre ora di aver messo solide e insradicabili radici.
Il nuovo brano degli Alcest è un ottimo esercizio stilistico del solito Neige, laureato con una tesi su Anathema, Enslaved e Sigur Rós. In otto minuti, questa micro-suite racconta la nascita e la morte di una creatura sonora catturata dal retino del farfallesco leader della band. L'Envol nasce quindi in un'esplosione di fieri chitarrami e via via prosegue accoccolandosi intorno ai nostri cuori freddati dalle intemperie dell'amore, fino a dissolversi tra le nostre dita immaginarie, in un riverbero di tastiere e voci oltre-dimensionali.
Intanto la rivista di cui sopra, che seguito a non nominare risulta ancora viva. Ma non è la cosa più sorprendente. Lo sgomento è perché persevera con una copertina ancora dedicata agli Alcest nel 2024.