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Il lato oscuro sotto il cerone.

Ein – Nati nel 1984, a Saragozza, gli Heroés del Silencio sono stati una delle band più famose della Spagna. Come molti altri gruppi contemporanei, hanno modellato il loro suono, figlio di un certo gothic rock meno oscuro imparentato con la new wave (basti sentire Héroe de leyenda), spostando il tiro verso un rock epico dalle fortissime tinte mediterranee, che nel Belpaese (sempre avaro di critiche costruttive e non superficiali) gli è valso il riduttivo appellativo di Litfiba spagnoli. La loro hit, Enntre dos tierras, rimane tutt'oggi uno dei brani meglio riusciti dei cugini iberici: musica trascinante, arrangiamenti mai banali e un testo sentito in cui il protagonista si sente ridotto a una marionetta, utile solo a soddisfare le necessità degli altri, un limbo dal quale sembra impossibile uscire.

Zwei – Till Lindemann, sessantunenne fondatore e voce dei Rammstein, per tutto il 2023 ha catalizzato buona parte dei gossip e dei vari movimenti associati al #metoo in seguito alle accuse rivolte nei suoi confronti da parte di alcune fan che lo accusavano delle peggio cose. A distanza di mesi, nonostante i casi sembrino essere stati archiviati, la reputazione del tedesco più chiacchierato dell'industrial metal vacilla e spesso ci si chiede se le sue provocazioni siano un divertissement, una spettacolarizzazione della sua realtà o, forse, una goffa richiesta d'aiuto.

Drei — Se si guarda ai famigerati video di Platz Eins e Till the End (scordatevi i link, cercateveli da soli su certi siti e chiudete a chiave i bimbi nella loro cameretta) senza lo sguardo puritano, le cose che balzano all'occhio sono l'apatia, la noia e la non partecipazione emotiva del nostro, quasi come dire "posso fare anche questo, ma sono spento dentro".

Vier – Ecco allora che, guardata da questo punto di vista, la cover degli Eroi del Silenzio riproposta dal Tillone, con tanto di video sopra le righe annesso, è tutt'altro che ridicola, comica o grottesca. Anzi, odora di autobiografico. Come un pagliaccio, Lindemann traveste clownescamente una tristezza di fondo che lo divora, dove la sua presa di coscienza (che sicuramente farà capolino qua e là tra un litro di vodka e l'altro) fa a botte con la bamba e lo mette di fronte alla dura realtà; animale sì, ma prezioso (per gli altri) e dunque rinchiuso in una gabbia dorata dove tutto è concesso, legale o meno, pur di non far fermare anche per un solo attimo l'enorme macchina sputasoldi del music business, facendo suonare la sua interpretazione come un vero e proprio grido d'aiuto mascherato da burla.

Il lastricato del rock è zeppo di artisti caduti sul campo, schiacciati dai loro stessi personaggi dopo aver lasciato una lunga scia di sangue lavato via dagli applausi del pubblico. Speriamo solo che Till non sia il prossimo.

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