Corin con Carrie, Roe contro Wade.
La sensazione di sentirsi protetti, quella di sentirsi imprigionati, privati della possibilità di fuga, forse accolti, ascoltati, rimessi alla realtà, privati di una scelta, la propria, sul proprio corpo. Non è un brano semplice Untidy Creature, così come non è semplice il disco che la contiene, Little Rope, che forse è impossibile da descrivere come creatura a sé stante, senza gli eventi che ne hanno caratterizzato la genesi.
Ma Untidy Creature, nelle sue urla, nei fraseggi tra chitarre e batteria, nello splendido intermezzo di piano sotto il canto di Corin Tucker, comunica fortemente qualcosa. Chiudendo gli occhi scorrono sotto le palpebre le immagini di chi storie come queste – sentenziate dal caso Roe contro Wade in materia di diritto all’aborto – le ha vissute sulla propria pelle. Un brano che ha tutti i crismi per trasformarsi in un inno disperato (quello sarà il tempo a deciderlo), ma che per ora rimane un pugno nello stomaco, dentro la solitudine della vasca da bagno e in tutto il mondo, ovunque.
Sleater-Kinney, in giro dal 1994, poi tornate nel 2014. Siamo nel 2024 e nonostante tutto stiamo ancora parlando di loro, credo per il undicesimo disco. E ho idea che non finirà nemmeno questa volta: stay tuned!