Tra rime e parole tronche, tra racconto autobiografico e ispirazione spontanea.
Quentin40 (Vittorio Crisafulli, classe 1995), autore di cose come Thoiry e Luna Pié – brani che hanno fatto un pezzettino di storia nella nuova scuola italiana –, con metriche e rimari tutti suoi, personalissimo nel troncare parole esprimendo concetti.
Qui torna con Chilometri – produzione di 2nd Roof – autobiografica e sentita. Pare maturato Quentin40, con una poetica notturna ma un clima più aperto, un respiro più pop per un testo e dei suoni non banali. Quando abbassa il ritmo sembra quasi cantare, nei ritornelli: «E io non penso che avrei fissato un display / tutto il tempo ad aspettare che mi venisse un’idea / ogni notte in replay / se non si vedessero le ste'». Potrebbe sembrare una metanarrazione, ma saper ragionare sulla propria ispirazione in maniera così coinvolgente è materia per ottime penne e menti lucide.
Quentin40 sembra essersi ricaricato, pronto a iniziare una nuova fase, facendo valere tutte le esperienze maturate in questi anni. Chi vivrà vedrà, per ora i chilometri passati in sua compagnia passano velocissimi, leggeri e intensi allo stesso tempo.