Salta al contenuto
Mariposa: Fiorella Mannoia
Un selfie allo specchio per sentirsi giovani
| Lo leggi in 1 minuti

Il rovescio della Mannoia.

Da un lato c’è il Festival di Sanremo e i suoi record di ascolti, attenzione mediatica, sovraesposizione televisiva e culturale, dall’altro c’è il ribollire della musica dal basso, di tutto quello che succede al di là delle luci accecanti della ribalta, con le sue dinamiche, i suoi pubblici, in altri contesti, in altri palcoscenici. Mondi diversi che a volte vengono in contatto o che più spesso non si sfiorano neanche lontanamente, dimostrando che l’arte è in continua evoluzione e che in Italia, la vita artistica esiste anche al di fuori delle rassegne iridate.

Un punto di incontro originale è quello trovato dai Mariposa, che dal Festival della canzone italiana si sono sentiti chiamati in causa direttamente: se Fiorella Mannoia porta su palco dell’Ariston una canzone che si chiama come la loro ragione sociale, scrivere un pezzo intitolato Fiorella Mannoia è forse la provocazione più intrigante e anche più ironica.

Il riferimento alla cantante romana, del resto, è solo nel titolo, e quella che la band definisce come country kraut è un percorso sonoro pieno di ritmo e influenze diverse, che vanno dalla musica da ballo alla psichedelia e che riesce a rendere compatibili stili e generi tra loro distanti.

Per ragioni diverse, nella loro carriera ormai venticinquennale, i Mariposa hanno raccolto molto meno di quanto di buono hanno seminato. Fiorella Mannoia non se l’avrà a male se hanno ancora voglia di divertirsi.

mariposa 

A proposito:

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Registrandoti potrai accedere agli oltre 4.000 articoli dell’archivio gratuitamente, e ti iscriverai alla nostra newsletter su Substack!

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 3 persone!