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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Julia Holter: Spinning
Benetton o HM? Questo è il dilemma

Grossi vestiti colorati per il pop da camera.

Torna in pompa magna la Holter, dopo alcuni anni di assenza discografica (non contando remix vari e la colonna sonora di Never Rarely Sometimes Always del 2020), e lo fa in grande stile, letteralmente indossando nuove vesti sgargianti. Dopo, infatti, al labirinto stilistico Aviary che – pur interessante come ogni sua produzione (possiamo permetterci di dirlo) – non arrivava ai picchi di Loud City Song, capolavoro imbattuto del 2013, la cantautrice del Milwaukee (ma di stanza a LA) si ripresenta con il suo lato più poppeggiante.

Disco numero 6, in uscita il prossimo 22 marzo su Domino, Something in the Room She Moves, sembra voler intraprendere – almeno a sentire questo singolo Spinning (ma anche con la più björkesca Sun Girl) – una virata verso il chamber pop più affabile e luminoso. Come nel video (di cui firma anche la regia) la Holter coloreggia nello spazio, perfettamente a suo agio tra liquidità e trasformabilità delle forme, come ha già avuto modo di spiegare in anticipazione alla nuova release: «È notturno, sensuale, c’è un focus corporale ispirato dalla complessità e dalla possibilità di cambiamento dei nostri corpi. Ho provato a ricreare un mondo dal suono fluido, come l’acqua, evocando il suono interno del corpo stesso.»

Da sempre appassionata di tragedia greca e fan del minimalismo compositivo della scuola americana contemporanea (un po’ Kate Bush un po’ John Cage) e costantemente attenta alle tendenze della musica “di moda”, sembra qui che voler far convivere l’epopea della gender fluidity e il melting pot tra vari generi musicali. Pur affermando con gusto la sua specifica volontà di addentrarsi nell’easy listening più immediato, il background della Holter continua a ospitare la sperimentazione come punto di partenza, e siamo sicuri (e forse comunque, segretamente, ci speriamo sempre) che il nuovo disco ci regalerà qualche sorpresa propriamente autoriale.

Julia Holter 

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