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Frail Body: Refrain
Tristoni post-metallari

Il corpo fragile della musica estrema.

Nel 2019 il trio di Rockford, Illinois ha pubblicato un album di debutto davvero succulento chiamato A Brief Memoriam, che mescolava noise frenetico con una frizzante componente post-rock, pian piano divenuto piccola gemma cult underground. Da allora, i Frail Body hanno contribuito all’enorme compilation di Jeremy Bolm, Balladeers, Refined, lasciato spazio ai Crowning, un’altra band che include il leader Lowell Shaffer che ha pubblicato il proprio LP Survival/Sickness. Ora si stanno preparando a pubblicare il loro secondo album e questa Refrain ci fa davvero ben sperare.

Una corsa selvaggia e tortuosa che mostra come questa band sembri diventare più febbrile man mano che invecchia e come la musica estrema possa ancora dire la sua anche a un pubblico più ampio (e giovane). Nel video di Refrain, i Frail Body si scatenano mentre il pezzo riecheggia nei suoi riverberi in una casa vuota, ancora emblema di quell’emo (qui da vedersi come screamo) che tinge ancora le pareti del genere.

Materiale da Roadburn festival, questo, dedicato a quei (post)metallari più cool, ma anche a una nuova generazione di adolescenti ancora intenti ad ascoltare chi può rappresentare la rabbia esistenziale ergersi oltre il nichilismo. Lowell Shaffer afferma: «Refrain parla di quanto la vita possa sembrare insignificante alla fine. La giustapposizione di un’esistenza ricca e complessa che termina in un letto in affitto. Gli echi di quegli elementi di significato e dei momenti finali che devono essere inaugurati insieme al resto di noi tutti, sottoposti anche all’ingiusta esperienza della vita stessa».

Il gigante dormiente del post-hardcore tristone e depressone può ancora ergersi con l’urlo della sua fragilità: detto metaforicamente, può ancora, insomma, comunicare qualcosa di convincente. Artificial Bouquet esce il 29 marzo 2024 tramite la “convergiana” Deathwish Inc. Aspettiamo fiduciosi.

Frail Body Lowell Shaffer 

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