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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Symbol Soup: Saddle (Drunk Jockey Version)
Zuppa di manzo?

Symbol Soup
Saddle (Drunk Jockey Version)

Vialetti, un cimitero, un abete, due voci e una chitarra.

Symbol Soup è il progetto di Michael Rea, da Milton Keynes. In questa delicata Saddle si fa accompagnare da una misteriosa voce femminile mentre chitarre acustiche risuonano davanti e dietro a lui. Le armonie vocali, i fraseggi, tutto riporta a un’atmosfera d’altri tempi, ai prati del folk inglese, alle campagne, alle scorciatoie che Michael rifugge per non rapportarsi con un mondo che non lo comprende. La via di una volta è desueta, fascinosa ma soprattutto onesta, e riesce a trasportare il suo pensiero fino a volare abbastanza alto, oltre alle cime degli abeti che sono scampati al taglio e gli beano lo sguardo.

Chi ama il cantautorato acustico rimarrà rapito dalle sue semplici note e dalla sua voce, lineare e intensa al medesimo istante. Symbol Soup è un musicista da segnarsi, seguire, approfondire, che rischia di aver seminato decine di brani stupendi come questo che probabilmente molti di noi si stanno perdendo. Prima che sia troppo tardi andiamo a recuperarli: potrebbe essere l’occasione di utilizzare a fin di bene quegli abeti, festeggiando tutti insieme con la chitarra davanti al camino, come si faceva una volta.

Symboul Soup Michael Rea Symbol Soup 

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