Un sincretismo musicale, digitale e visivo.
Ama, rilascia: siamo macchine fatte per sognare, rave forever. Il tutto in un caseggiato industriale, fra corpi ipertonici che travalicano generi e sessualità, dove il tutto (i ritmi, le voci, i corpi stessi) è sintetico e amplificato.
Di sicuro Sevdaliza, artista mezza iraniana e mezza olandese, non è facile a una prima lettura, soprattutto incastonata insieme a Grimes, personaggio che è esondata dal mondo pop per sposare quello epico-caricaturale e allucinatorio del suo ex compagno Elon Musk.
In questo, un testo programmatico che recita «We are machines made for dreamin’ / Dreams are done, are dreams dead? / Something inside still believes it / I will rave forever» ci porta immediatamente oltre Blade Runner e a superare il concetto medesimo di cyborg, in un dancefloor nel quale, come umani, ci muoviamo circospetti e in debito rispetto alle auto, ai tapis roulant, ai mezzi di pulizia. Ma non perdiamo le speranze: nulla dura per sempre. Né le nostre vite, né i pieni di benzina, né una batteria.
Buttattevi in questo mondo senza remore, in un trip che colorerà le vostre vite per tre minuti e mezzo, cercando di capire quali siano il futuro, il passato e il presente. Nel dubbio, seguite le due tizie con il microfono.