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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Gene Loves Jezebel (feat. Jay Aston): Another Girl, Another Planet
Got Goth?

Gene Loves Jezebel (feat. Jay Aston)
Another Girl, Another Planet

Eugenio continua ad amare Gezabele, e Peter Perret fa da testimone.

La storia dei Gene Loves Jezebel è quella di decine di band inglesi che, fattesi le ossa nel punk prima e nel positive punk dopo, in seguito ad alcune opere prime considerate vere e proprie pietre miliari del genere, hanno tentato la carta della fortuna a stelle e strisce, ammorbidendo il sound a favore di un rock radiofonico di facile presa. A qualcuno (come i Cult per esempio) è andata bene, ad altri meno. Come a loro.

Scioglimenti, reunion, questioni legali tra i due fratelli Aston per l’utilizzo del nome e altre cose extramusicali hanno purtroppo fatto perdere d’occhio, perlomeno mediaticamente, il fulcro di tutto: la musica.

È quindi un piacere per le orecchie riuscire ad ascoltare, oggi, un nuovo lavoro dei londinesi (quelli di Jay Aston, per non confonderci… non gli altri del fratello… insomma, uno e due, un po’ come i Great White, gli L.A. Guns, i Christian Death o i nostri Rhapsody: che siano of fire, of water, ciccio er Porchettaro’s Rhapsody eccetera).

Si tratta di un disco non disco, una specie di raccolta dove troviamo brani già editi in altre pubblicazioni e sotto altri monikers (quattro tracce erano presenti sul disco degli Ugly Buggs di Jay e Peter Bugg), vecchie idee che finora non avevano trovato uno sbocco e una manciata di cover, tutte a modo loro piacevoli e personali. Curioso trovare un pezzo dei Cure (In Between Days) e, tra gli altri, questo capolavoro dei mai troppo ricordariti Only Ones. Curioso, perché Another Girl, Another Planet fu – per stessa ammissione di Robert Smith – l’ispirazione alla base di Just Like Heaven.

La reinterpretazione di Jay stempera l’irruenza punk dell’originale, trasformandola in una ballata acustica dove i fantasmi del Johnny Thunders più intimista stanno sullo sfondo, donando nuova luce a una canzone di per sé perfetta.

Magari non sarà l’uscita dell’anno, ma X-Love Death Sorrow è un disco che piacerà parecchio a tutta la vecchia guardia nerovestita, suonando magari un po’ nostalgico, ma senza mai cadere nel banale. Meglio delle compilation natalizie no?

Gene Loves Jezabel Jay Aston 

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