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Adrianne Lenker: Ruined
Tintarella di dicembre

Quella meravigliosa rovina che è l’amore.

Che Adrianne Lenker sia una cantautrice pazzesca non ve lo dobbiamo di certo ricordare noi. Eppure, ogni volta che schiudiamo la porticina dietro cui si nasconde l’enormità della sua musica, vorremmo alzarci di scatto, saltare a due a due le scale, correre il più in fretta possibile in mezzo alla strada, urlare a tutto il pianeta che la pelle d’oca ci ha stuprato le braccia, di nuovo.

Il bellissimo Dragon New Warm Mountain I Believe in You ci ha (di)mostrato tante cose, tra cui la capacità di assemblare e disassemblare della Lenker: rivestita di strati e influenze coi suoi Big Thief, nuda e totalmente devota all’essenzialità dei sentimenti quando, sola soletta, ci canta della vita e dell’amore.

Amore che respira forte e saltella sulle pozzanghere di lacrime che abbiamo generato dopo l’ascolto di Ruined, forse una delle prove più toccanti e intime – anche se strumentalmente basilare – che la cantautrice di Indianapolis ci abbia mai donato.

Chitarra riposta nella custodia e mani morbide sul pianoforte, pochi rintocchi ripetuti, sufficienti a direzionare la voce – Dio mio, che meraviglia – ed emozioni che levitano da terra con un’imponenza surreale, raggiungendo una dimensione tutta loro, esattamente come tutto ciò che gravita attorno ai rapporti interpersonali: i litigi, i piccoli doni, le farfalle nello stomaco, il sentirsi rovinati dall’amore e l’essere felici di esserlo. Così leggero, così pesante, nel suo microcosmo intangibile di brividi e occhi assorti.

Unione, distruzione, calore, imprescindibilità: Adrianne Lenker ci sbatte in faccia, con una tiepida carezza, gli ingranaggi che lavorano dietro al voler bene a una persona. Lo fa con eleganza e lucidità, racchiudendo la sconfinatezza di sensazioni in un piccolo carillon.

Roba da grandi musicisti e sopraffini esseri umani.

Adrianne Lenker Big Thief 

↦ Leggi anche:
Big Thief: Time Escaping

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