New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Ace Frehley: 10.000 Volts
Extraterrestre portami via

Saette spaziali che bruciano baci ormai spenti.

Nel lontano 1978, solo quelli con i paraocchi continuavano a dire che i Kiss facevano musica banalotta. Quella semmai è arrivata negli anni ‘80. Già allora però il binomio Simmons/Stanley spadroneggiava, mettendo in ombra il micione Peter Criss e il chitarrista dello spazio, Ace Frehley. Quando uscirono in contemporanea i quattro album solisti, però, le cose furono chiare. Il disco di Space Ace non solo spiccava sopra gli altri di varie spanne, ma risultava essere anche l’album più riuscito di tutta la discografia del Bacio.

Poi sono passati anni. Lo hanno cacciato, hanno fatto una reunion lunga un lustro, lo hanno lasciato ancora a piedi, e il tutto si è trasformato in quarant’anni di telenovela buona solo per sfamare i giornalai. Ma la musica?

Beh, se da un lato, nonostante i millemila produttori, Gene e Paul non sono mai più riusciti a pubblicare qualcosa di davvero valido, Ace non ha mai mollato il colpo e continua a fare centro. Ripetendo se stesso? Sì, ma c’è modo e modo.

Questa ultima 10.000 Volts ne è la dimostrazione lampante: dentro ci troverete tutti i luoghi comuni che hanno reso immortale il songwriting e gli assoli di Frehley. Dalla voce svogliata in calare, ai lick di chitarra, al testo degno di un premio Puzzer (nessun errore di battitura), all’attitudine sfrontata made in Bronx. Fila via che è un piacere, si fa ascoltare e riascoltare a ripetizione e, nonostante non ci sia nulla di nuovo, cattura l’ascoltatore, che non può evitare di sorridere battendo il piedino. Se proprio bisogna trovare un difetto, forse la produzione è troppo leccata e fa perdere un po’ di ruvidità sghemba che era parte integrante del suo sound, ma insomma…

Banale quanto si vuole, ma polverizza da sola non solo un Sonic Boom a caso, ma anche tanti altri giovinastri talentuosi a cui manca però il carisma. Ace era e rimane un alieno, e se vogliamo parlare di carisma, ne ha da vendere – sghignazzando – a tutto l’universo.

Ace Frehley Kiss 

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Vogliamo costruire una comunità di lettori appassionati di musica, e l’email è un buon mezzo per tenerci in contatto. Non ti preoccupare: non ne abuseremo nè la cederemo a terzi.

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 3 persone!