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The Libertines: Run Run Run
Indovinate chi è il più elegante

Qualche anno in più, ma vogliamo ancora correre.

Che significato ha avuto l’arrivo dei Libertines agli inizi degli ormai lontani anni Duemila? Di sicuro il periodo in cui hanno esordito raccontava la fine del momento d’oro del britpop che tanto aveva dominato la scena inglese e internazionale, rivitalizzando e riportando nuovamente la terra d’Albione al centro musicale del mondo.

Carl Barât e Pete Doherty debuttavano nel 2002 poco più che ventenni con Up the Bracket e sembravano un valido tentativo di trovare una via d’uscita dal periodo d’oro di cui sopra attraverso una certa vicinanza lirica con gli Smiths e un’urgenza giovanile che li rendeva un’opzione diversa e di rottura: un po’ quello che i Clash – prese le dovute distanze – avevano rappresentato anni prima (Mick Jones non a caso produrrà i loro primi due album).

Lo scioglimento della band nel 2004, dopo solo due album, ci aveva consegnato un Barât alle prese con problemi di salute (un tumore, rimosso per fortuna senza conseguenze) e un Doherty a pezzi, strafatto di eroina come il peggiore dei tossici e incarcerato a causa di un furto proprio nella casa di Barât.

Nonostante questo episodio, l’amicizia tra i due non è stata intaccata e – dopo anni e una carriera solista intensa e tutto sommato di successo di Pete e una inconsistente e meno significativa di Carl – si sono ritrovati nel 2015 con Anthems for Doomed Youth, un ritorno inaspettato che poteva essere una rinascita o la loro fine definitiva. Ovviamente non erano più i ragazzi con atteggiamento da rockstar dei primi anni Duemila, ma, nonostante questo, l’album manteneva un certo spirito delle origini e riusciva in alcuni brani a dare una qualche soddisfazione.

Stessa cosa possiamo dire di questa Run Run Run che anticipa il loro nuovo album in uscita il prossimo anno: un bel brano che si fa ascoltare con piacere: non saranno più gli stilosi bohémiens di un tempo (anche se, a vedere come si vestono, continuano a provarci) ma riescono ancora, in qualche altro modo, a fare centro.

The Libertines The Smiths Clash Pete Doherty 

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