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Slower: War Ensemble
"Supergruppo" l'abbiamo già detto?

Gli Slayer sotto i limiti di velocità concessi in un centro urbano.

Una ficata, non so in che altro modo si possa definire questo esperimento doom metal che prende i brani più celebri degli Slayer e li rallenta come neanche al tempo in cui si girava in walkman, con delle vecchie TDK e pile alcaline che esalavano gli ultimi respiri. In fondo l’effetto non era tanto diverso e anche allora era possibile, a quei giri così lenti, scovare delle cose che i normali ritmi dei brani tenevano celate. Era come ascoltarli al microscopio.

Gli Slower sono un progetto che coinvolge alcuni veterani della scena psych-stoner-doom (Kyuss, Fu Manchu, Monolord, Kylesa) ed è tutto incentrato sulla riproposizione dei classici di battaglia più sfegatati e sparati dei defunti Slayer. Esatto, il nome è un fenomenale gioco di parole, (Slower/Slayer) che probabilmente è stato concepito, da capo all’intera cosa, durante una seduta di spaparanzo a base di birre e cannoni. Qualcuno ha pensato di condividere uno scherzoso gioco di parole con gli amici ed eccoci qui, a fumarci una gustosissima versione diluita in dieci minuti di War Ensemble.

La cover è talmente rallentanta che sembra quasi impossibile riconoscerla, se non per il titolo e alcuni riff nella seconda parte. Ovviamente ciò che nel brano degli Slayer arrivava di gran carriera dopo un minuto e mezzo, qui emerge dal quinto in poi. È lì che qualcuno può svegliarsi e dire: ehi, un momento ma io questo pezzo lo conosco! Non si tratta solo di azzerare i giri, sia chiaro, c’è un arrangiamento che arricchisce il pezzo furioso originale di risacche depressive molto intriganti e che ci stanno, visto il tema della guerra trattato nelle liriche, dimesse e struggenti nell’interpretazione sabbatica di Laura Pleasants. Se le altre riedizioni del repertorio slayeriano sono così possenti ed evocative, allora abbiamo uno dei dischi più arrapanti dell’anno a venire.

Slower Slayer 

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