New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Jethro Tull: Wolf Unchained
Vecchi che scatenano la bestia

Il pifferaio è un po’ sfiatato, ma sa ancora raggiungere il fuoco del nostro stomaco e farlo divampare.

Cinque minuti che contengono a stento la musica. Anche se messa così sembrerebbe una critica, in realtà non lo è. Wolf Unchained è un brano davvero molto intenso e pieno di roba. Al principio sembrano solo i Jethro Tull che tornano a fare quello che un tempo era ciò che il pubblico amava tanto, ovvero un progressive ponderato, tra veleggi barocchi e andirivieni del flauto su una base hard rock. Il brano però, via via che avanza, prende direzioni abbastanza inquiete e impreviste. Seguiamo Ian Anderson aggrappandoci alle penze del suo pantalone da cavellerizzo e ci lasciamo condurre su una spianata di incanti e magie sinistre, in cerca di un lupo triste.

Wolf Unchained si muove tra Song from the Wood e Heavy Horses, quindi siamo sul frangente maturo e posato dei Tull più istituzionali. La nuova incarnazione della band stende definitivamente un velo sul randomico percorso fatto di elettronica e pop rock anni ‘80 e sul rimasticamento poco convinto delle due decadi successive. Anderson e i suoi stipendiati se la suonano fieramente, ma senza dimenticare di infilarsi in tutti i pertugi del castello, sperando che qualche tesoro lirico non sia stato ancora scovato.

Ian ha ormai una voce ridotta quasi a un borbottio della buona notte e il tiro del gruppo non può certo essere quello del passato, ma le svettanti scale barocche e le marce avanti conseguenti danno al brano il passo indugiante dell’esplorazione vera. Bello il duetto con la bestia e il pifferaio, nel finale.

Jethro Tull Ian Anderson 

↦ Leggi anche:
Marc Almond (feat. Ian Anderson): Lord of Misrule
Jethro Tull: Shoshana Sleeping
Jethro Tull: The Zealot Gene
Ti amiamo forte e duro, Ian Anderson

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Vogliamo costruire una comunità di lettori appassionati di musica, e l’email è un buon mezzo per tenerci in contatto. Non ti preoccupare: non ne abuseremo nè la cederemo a terzi.

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 1 persone!