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Fazerdaze: Bigger
Così a occhio e croce direi che mi sono persa

Più forti delle coordinate che si allontanano.

Ah, che grosso guaio la lontananza. Una piaga subdola, invisibile e tossica come gas nervino. A musicarla in maniera perfetta ci hanno pensato, ultimamente, i Daughter con l’ottimo Stereo Mind Game, e quello della band londinese non è un nome ripescato a caso.

Poichè sì, Amelia Murray (in arte Fazerdaze) abita dall’altra parte del globo (Wellington, Nuova Zelanda), ma cela un vincolo indiretto con il trio dream pop inglese, un legame sonoro che si esplica, a livello contenutistico, nell’importanza conferita al tema della distanza e – più in pratica – nella resa del refrain di Bigger, un dialogo sussurrato tra due amanti in procinto di separarsi, ammantato dall’abbraccio caloroso di synth squillanti, quasi a voler sovrastare e mantenere riservata la delicatezza degli ultimi momenti assieme.

Fazerdaze non inventa, ma attinge pienamente dalla sua vita personale, rimescolando indie rock e bedroom pop per raccontare sul pentagramma i primi approcci alla vita in tour, le conseguenti, inevitabili, mancanze e il complesso marchingegno emozionale che viene ad attivarsi.

Malinconia? Ce n’è meno di quanto crediate. Difatti, Bigger trasporta un fardello di speranza e un messaggio di forza non indifferente – «But you and me / We’re bigger / Let’s try to figure this out» –, veicolato, come detto in precedenza, con quella vocalità rassicurante e avvolgente à la Elena Tonra nel ritornello, e con l’ipnotica mansuetudine di Hannah Merrick nelle strofe, tra dettami post-grunge che sbuffano convinti dai power chords.

Accettare il dolore, carpire i chilometri che si frappongono tra i due capi del filo e masticarli, assimilando le esperienze, il tempo trascorso, il rinnovato desiderio di contatto. Insomma, prendere il meglio quando il meglio non sembra nemmeno esserci, perché tanto, alla fine, si torna sempre a casa.

«I know I shouldn’t stay / And in the morning I’ll be a world away / I’ll grow, I’ll change / But when I’m gone it’s clear to me / You’re where I always want to be».

Fazerdaze Daughter Elena Tonra Amelia Murray 

↦ Leggi anche:
Daughter: Be on Your Way
Daughter: Burn It Down

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