New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Sufjan Stevens: So You Are Tired
Sono un po' stanchino anch'io, a dirla tutta

Sufjan Stevens
So You Are Tired

Una prima volta: una sorpresa bellissima, nonostante l’amarezza.

So benissimo quali saranno i miei capi d’imputazione: non ho mai dato la giusta attenzione al menestrello di Detroit, Sufjan Stevens. Lo ammetto ma, a mia discolpa, posso ben dire di averne sempre percepito la grandezza, sulla fiducia di chi bene ne ha sempre parlato, e sapevo che il momento sarebbe arrivato.

E finalmente eccoci qui, mentre mi struggo davanti a So You Are Tired, un dialogo unilaterale dopo 14 anni. Ascolto Sufjan cantare di stanchezza, di irreparabilità e di scherzi del destino. Unendo profondità e carezzevole pop, ci accarezza, sostenuto da un coro di voci angeliche che ne amplificano il pathos come nei più grandi classici, ben sapendo che questa storia non potrà mai avere un lieto fine ma sarà piuttosto l’ennesima rottura che farà crescere ancora un pochino: quella sofferenza che, se non si lascia libera a indurire la scorza, potrà servire per passare un’altra stagione.

La chitarra si libra leggera e delicata: è un vecchio trucco, quello di stemperare un momento difficile, così come quello di utilizzare parole e suoni per trasmettere pure emozioni. Lo fa quasi da un quarto di secolo, Sufjan Stevens, e l’idea che mi sto facendo è quella di un musicista sincero e dal cuore aperto. Un musicista che è stato in grado, per metà della sua vita, di veicolare una sua poetica in maniera tanto convincente da diventare universale. Proprio per questo sono convinto di avere tutto il tempo del mondo per recuperare il suo lavoro senza che questo perda un grammo del suo fascino. Inizierò da Javelin, che il 6 ottobre si avvicina, ma prometto di andare a ritroso e di non perdermi nemmeno le sue perle più nascoste. Certo i dischi non mancano, e non vedo l’ora.

Sufjan Stevens 

↦ Leggi anche:
Traccia: Jeremy Enigk: Lizard
Traccia: Sufjan Stevens: America
Traccia: Sufjan Stevens: Mystery Of Love

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!